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Negli ultimi anni si è sempre più affermato un termine anglofono, ormai entrato a far parte della nostra normale vita quotidiana, ma sempre avvolto da un certo alone di mistero “FIDELITY”. E’ un termine che ispira fiducia, la sua assonanza dona pace e sicurezza, credo non sia facile trovare un termine che contenga contemporaneamente tanta immagine positiva e rassicurante, già la sua traduzione in italiano “fidelizzazione” suona più male, genera addirittura sospetto, tanto da essere utilizzata solo in ambienti riservati, tecnici, forse perché mette in luce la sua vera natura. Ma, vediamo di capire effettivamente cosa c’è veramente dietro questa “FIDELITY”, moltissime aziende della grande distribuzione, praticamente TUTTE, si stanno orientando verso questa strategia e stanno investendo grandi risorse e ingenti capitali per metterla in essere. E’ ovvio che lo scopo principale di questa moderna strategia è “VENDERE” con il miglior profitto possibile e per fare questo è sempre più necessario conoscere in tempi brevissimi, praticamente in tempo reale, tutta una serie di informazioni di grande importanza, dalla percentuale di prodotti venduti, per varia tipologia, al targhet di clienti che frequentano il punto vendita. Per stabilizzare questo “target” e di conseguenza pianificare con maggiore accuratezza gli acquisti che andranno ad assortire gli scaffali, si tende a promuovere iniziative accattivanti che attirino nuovi clienti, ma che rendano soprattutto “costante e abituale” la frequentazione del punto vendita. Uno dei metodi più comuni e banali è quello di offrire una raccolta di bollini per ogni spesa effettuata, per esempio uno ogni 10 Euro, per andare a costituire una riserva che permetta di ottenere un premio, in buoni sconto od oggetti vari. Diciamo che ormai è una tecnica ampiamente superata dall’introduzione dei bollini “elettronici”, si è eliminato il bollino cartaceo sostituendolo con una bella e comoda tesserina che si ricorda tutti i vostri bollini e vi fa persino un rendiconto ad ogni spesa che effettuate. Grande comodità, ad un certo punto decidete di ritirare il vostro premio che vale 100 bollini, presentate la vostra tesserina per prenotare il premio, la ripresentate per ritirarlo ed automaticamente vi trattengono i 100 bollini e vi lasciano il residuo per gli altri premi che potrete ritirare in futuro collezionando ulteriori bollini. Che cosa meravigliosa, che grande servizio! Ma, dove sta il trucco? Cosa c’è dietro tutto questo? Ci sono alcuni aspetti che forse non tutti sanno. Vediamo come funziona tutto il meccanismo, analizzando il flusso dei dati e delle informazioni “catturate”. Ipotizziamo che vogliate cominciare ad usufruire dei servizi promozionali che vi offre il vostro negozio e decidiate di prendere la famosa “tesserina”, lasciamo da parte per ora la sua gratuità o meno. La prima operazione che vi viene richiesta è la compilazione di un modulo in cui inserite i vostri dati anagrafici, poi segue un minuzioso e “mirato” questionario atto a carpire tutta una serie di informazioni che vanno dalla composizione del vostro nucleo famigliare alle vostre abitudini di vita. Non preoccupatevi, alla fine del questionario ci sarà una bella nota in cui vi si rassicura che i dati che comunicate non saranno mai divulgati a nessun’altro. Credeteci, è la pura verità! Chi mai andrebbe a sbandierare in giro dati riservati che fanno molto comodo e che sarebbero pagati a peso d’oro se acquistati sul mercato?!? Se li terranno ben stretti! State tranquilli, la vostra firma su quel modulo è la garanzia migliore per mettere in buone mani tutti i vostri dati, vedrete che saranno gestiti nel modo migliore per vendervi quello di cui avete assolutamente bisogno, e saranno proprio loro, a vendervelo. Come faranno? “Gutta cavat lapidem”, “La goccia scava la pietra” dicevano i latini, ed è proprio quello che farete voi con la vostra bella tesserina. Com’è possibile questo?!? Semplice, ogni volta che andrete a fare la vostra spesa vi ricorderete dei famigerati bollini premio e sarete sempre solleciti e precisi nel presentare la vostra bella tesserina perché devono caricarvi i punti, ovvio. E’ vero, vi daranno i vostri bei punti, però si accorgeranno anche che proprio voi e nessun’altro avete fatto spesa! La vostra tesserina vi identifica e segnala anche tutti i prodotti che avete acquistato, il sistema si ricorda i vostri bollini, ma si ricorda anche quante volte siete andati a comprare in quel negozio e con quale frequenza, e quali e quanti prodotti acquistate in un certo periodo. Periodicamente sarete oggetto di offerte speciali, riservate proprio a voi, possessori della magica tesserina, solo ed unicamente per voi, proprio perché le tracce che avete lasciato hanno informato il negozio che può investire su di voi con certe tipologie di prodotti. Per ora le offerte "speciali" si limitano a tutti i possessori della tesserina, indistintamente, ma l'obiettivo di questa strategia è quello di arrivare all'offerta individuale. Attualmente si sta diffondendo un nuovo strumento per i clienti, che facilita la spesa rendendola più tecnologica e divertente, quasi un gioco. Lo chiamano “salvatempo”, è un sistema di terminalini che vengono rilasciati ai clienti all’ingresso del negozio, il cliente registra i prodotti che mette nel carrello e quando arriva alla cassa lo consegna alla cassiera che in pochi secondi rilascia lo scontrino. Che bello, che meraviglia! Ma, anche qui, cosa c’è dietro? Come funziona? Dov’è il trucco? Il sistema è molto servizievole, vi segue passo passo nel negozio, registra tutto quello che mettete nel carrello ed anche quello che decidete di rimettere sullo scaffale, poi, quando arrivate alla cassa e lo consegnate alla cassiera, può anche decidere di farvi controllare la spesa che avete nel carrello, confrontandola con quello che avete registrato nel terminalino. Coincide? Bene, pagate e uscite. Non coincide? Nel carrello ci sono altri prodotti che sono stati messi nel carrello senza essere registrati, magari inavvertitamente dal vostro bimbo? Tranquilli, ve li faranno pagare comunque e vi lasceranno uscire, però il sistema si ricorderà di tutto questo ed abbasserà il vostro livello di affidabilità in relazione a ciò che non avete registrato, fino a negarvi l’uso del terminalino. Tutto normale, verrebbe da pensare, ma tutte queste informazioni “sensibili” restano in mani non appropriate. Quel negozio in cui fate la vostra spesa saprà tutto di voi, quanto e quale cibo consumate, se siete carnivori o vegetariani, se vi lavate spesso, se vi profumate, se vostra moglie ha un ciclo mestruale regolare, se soffrite di qualche particolare patologia, e tante altre cosette interessanti. Come faranno mai a sapere tante cose sudi voi? Semplice, gliele raccontate “fedelmente” voi stessi, dal preciso istante in cui vi accaparrate quella bella tesserina con tutti i sogni che ci stanno dietro! Alcune di queste grandi catene di distribuzione vi offriranno anche un altro grande servizio, gestiranno al meglio i vostri risparmi consentendovi di ottenere un buon tasso di interesse e la possibilità di attingere comodamente al vostro deposito per pagare la vostra spesa. E il cerchio si chiude … ma il garante per la privacy … lo sa? |