I coniugi Donegani

Periodicamente tornano alla ribalta casi di efferati omicidi in cui non si ha la precisa sensazione delle cause scatenanti.
Ancora una volta ci si chiede "perché" ci si debba ridurre a commettere questi atti infami che non hanno apparente giustificazione, come se fosse necessaria una giustificazione per commettere un omicidio, ma per ora ci serve l'assioma.
C'è da considerare un ambiente particolare, in cui si può sviluppare un corollario di piccole concause che, messe insieme, portano alla decisione cruciale di commettere il crimine.
Non è necessario immaginare grandi cose, come litigi all'ultimo sangue o battaglie per la conquista di grandi possedimenti, la vita è fatta di piccole cose, così la morte procurata.
E' l'insieme di tanti piccoli mattoni, che crea il grattacielo, tutti questi piccoli dissapori si accumulano e finiscono per edificare un complotto per risolvere questa serie di piccoli disagi, che nel frattempo è diventata un muro insormontabile.
Si rende necessario, allora, abbattere il muro, e tutte le scappatoie sono valide.
Nel caso specifico dei coniugi Donegani dovremmo ipotizzare, come del resto hanno già fatto i giornali, che il nipote fosse invidioso della felicità degli zii, ma questo non è sufficiente per compiere una carneficina simile.
Consideriamo anche che questa persona non è un cannibale, ma uno studente abbastanza acculturato, ed anche se ciò non costituisce un deterrente è comunque un fattore che va tenuto in debito conto.
Si uccide con intelligenza, e più l'intelligenza è elevata più è sofisticato il modo in cui si commette il crimine.
E' molto singolare che il nipote, studente, forse addirittura in medicina, abbia scelto di massacrare queste persone nel garage di casa sua per poi disfarsene così banalmente.
La sua cultura gli avrebbe sicuramente suggerito sistemi più intelligenti.
Non credo che non abbia considerato che i corpi mutilati avrebbero sparso sangue dappertutto.
Sicuramente avrebbe compiuto lo scempio altrove, ed in modo più garbato.
Quindi, non è sbagliato considerare che il crimine possa essere stato commesso da qualcun'altro, in fondo, in quest'aura di apparente felicità ci rientrava benissimo anche lui, essendo spensierato studente senza il pensiero di doversi laureare per procurarsi il necessario per vivere.
Non ne aveva certamente bisogno, vista anche la sua avanzata carriera di studente fuori corso.
Restano quindi aperte numerose porte di valutazioni, esterne all'ambiente domestico.
Il fatto che si possano essere rinvenute tracce di sangue su di un paio di scarpe non significa granchè, solitamente si possono lasciare questi oggetti anche in un garage, e chiunque abbia commesso quel crimine, in quel luogo, poteva benissimo sporcarle con il sangue senza che fossero indossate da chiunque.
Resta ora il fatto di chi possa essere responsabile del delitto, a nostro parere bisognerebbe allargare la ricerca alla cerchia del vicinato.
Non è impossibile che qualcuno si sia introdotto nel garage, con qualche scusa abbia convocato i due coniugi per mostrare loro qualcosa, che poi li abbia storditi con qualche sistema e che abbia deciso di disfarsi dei loro corpi tagliandoli a pezzi.
Il fatto poi, che abbia preso questa decisione, potrebbe essere dovuto a motivi molto più pratici di quello che si può ipotizzare.
Spostare un cadavere da soli non è facile, è pesante, oltre ad avere un certo ingombro.
Se poi non si è molto forti si preferisce sicuramente dividere il peso in parti più piccole.
C'è ancora un altro aspetto da considerare, se il delitto è avvenuto nel garage, sicuramente ci sarà stato un grande spargimento di sangue, per cui si è resa necessaria una profonda pulizia del locale.
Se mettiamo insieme tutti questi elementi e li analizziamo con cura, potremmo sicuramente ipotizzare che il delitto possa essere stato compiuto da una persona esile, con buone capacità operative in ambito domestico, quasi una perfetta casalinga, che seziona il pollo, pulisce accuratamente il tagliere e poi getta le frattaglie nel sacco delle immondizie.