Poliomielite

La poliomielite è una malattia virale.
Dopo un periodo di incubazione generalmente compreso tra 7 e 12 giorni, si manifesta con febbre, malessere, mal di testa, nausea. vomito, stitichezza, rigidità della nuca e del dorso, dolori muscolari e paralisi flaccide. Le paralisi, tipicamente asimmetriche, colpiscono soprattutto gli arti inferiori e superiori.
La trasmissione del virus può avvenire sia per via aerea, sia per via fecale-orale, cioè attraverso la contaminazione di alimenti o bevande da parte delle feci di malati o portatori. 

In Italia dal 1983 non si registrano casi autoctoni dì poliomielite, grazie alla obbligatorietà della vaccinazione nei nuovi nati e alle alte percentuali di vaccinati nella popolazione 

In Italia la vaccinazione antipoliomielite è obbligatoria nei nuovi nati.

E' raccomandata, invece, negli adulti non vaccinati o vaccinati in modo incompleto, diretti in Paesi dove è in atto un’epidemia o dove la malattia è molto diffusa.

Sono disponibili due tipi di vaccino:
  • inattivato (IPV), tipo Salk, iniettabile per via sottocutanea o intramuscolare. Si adopera nelle persone di età superiore a 12 anni e nei nuovi nati per la prime e la seconda dose (rispettivamente nel corso del terzo e del quinto mese di vita):
  • vivo attenuato (OPV), tipo Sabin, a somministrazione orale. Si adopera nei nuovi nati per la terza e quarta dose (rispettivamente all' 11°-12° mese di vita e nel corso del terzo anno di vita). Il ciclo vaccinale consta di quattro dosi nei nuovi nati, mentre nell’adulto sono sufficienti tre dosi, di cui la seconda dopo 6-8 settimane dalla prima, a terza dopo 6-12 mesi dalla seconda.

La vaccinazione dà una protezione che dura tutta la vita, dopo la conclusione del ciclo dì base, il vaccino antipoliomielite iniettabile può provocare soltanto reazioni locali nel punto di inoculo (dolore, rossore, infiammazione, edema), quello a somministrazione orale può provocare inappetenza, diarrea, più raramente vomito.

La vaccinazione antipoliomielite iniettabile (IPV) è controindicata nei soggetti allergici ai componenti del vaccino, alla neomicina, streptomicina, polimixina B.

Il vaccino antipolio orale (OPV) è controindicato nei soggetti portatori di deficit immunitari e nei loro conviventi. Entrambi i tipi di vaccino antipolio sono sconsigliati in gravidanza.

Mentre il vaccino antipolio iniettabile può essere somministrato in concomitanza con altri vaccini, quello orale dovrebbe essere distanziato di almeno tre settimane da un altro vaccino a virus vivo attenuato (es. antifebbre gialla), in alternativa, se necessario, i due vaccini a virus vivo attenuato possono essere somministrati nella stessa seduta.