Numerose sono le malattie trasmissibili attraverso il morso di zecche che fungono da vettori di batteri (Tularemia, Malattia di Lyme, Rickettsiosi, Febbre Q), parassiti (Babesiosi) e virus (encefaliti, febbri emorragiche).
La zone maggiormente colpite per la possibilità di incorrere nella puntura di una zecca sono i boschi, il sottobosco, i sentieri poco battuti invasi da vegetazione, terreni da pascolo e parchi. In caso di escursioni e/o permanenza in zone dove è possibile la presenza di zecche si consiglia dì osservate
le seguenti
NORME COMPORTAMENTALI:
- utilizzare vestiti di colore chiaro per rendere evidente la eventuale presenza di
zecche
- indossare indumenti a maniche lunghe ben strette ai polsi e pantaloni lunghi stretti attorno alla caviglia o infilati nelle
calze, le calzature devono essere chiuse e alte sulla caviglia
- applicare sulle parti esposte prodotti repellenti a base dì dietiltoluamide o
dimetilftalato
- applicare sui vestiti e sulle calzature insetticidi a base di
permetrina
- camminare al centro dei sentieri evitando di strisciare contro la vegetazione posta ai lati (le zecche stanno sugli steli dell’erba in attesa del passaggio
dell’ospite)
- evitare di addentrarsi nel fitto della vegetazione
- evitare di sdraiarsi o sedersi sull’erba soprattutto in vicinanza di cespugli (utilizzare in tal caso un panno di colore chiaro o un telo di
plastica)
- impiegare insetticidi a base di permetrina sugli animali da
compagnia
- mantenere la tenda da campeggio ben chiusa e spruzzare abbondantemente la parte antistante l’entrata con una soluzione di permetrina, ripetendo l’applicazione in caso di
pioggia
- ispezionare il sacco a pelo prima dell’utilizzo
- effettuare, alla fine dell’escursione, una scrupolosa ispezione di tutto il corpo allo scopo di scoprire e rimuovere eventuali zecche. Per le zone difficilmente ispezionabili (testa e schiena) il controllo deve essere eseguito da un’altra persona.
Tuttavia occorre considerare che la trasmissione di malattie attraverso la puntura di zecca è improbabile, a meno che la zecca non resti adesa per diverse ore.
Ad esempio il rischio di infezione per la malattia di Lyme sembra prefigurarsi solo quando la zecca rimane adesa per più di 24 ore.
RIMOZIONE DELLA ZECCA
Il metodo migliore per staccare una zecca quello di afferrarla con una pinzetta, da posizionare il più vicino possibile alla cute
dell’ospite, si applica una delicata trazione e una leggera rotazione che facilita il distacco degli uncini dell’apparato buccale della zecca.
Se non si dispone di pinze, usare guanti o, in assenza, un panno afferrando la zecca il più vicino possibile alla cute. Dopo la rimozione accertarsi che nessun frammento della zecca sia rimasto adeso alla cute, in tal caso cercare di estrarre i frammenti usando un ago sterile. Dopo aver estratto la zecca, disinfettare il sito di attacco evitando l’uso di disinfettanti colorati, come la tintura di iodio, che potrebbero mascherare la comparsa di eventuali eritemi locali. E’ necessario prestare attenzione alla comparsa di segni e sintomi.
Al rientro rivolgersi appena possibile ad un medico. Non usare olii, petrolio, acetone, o altre sostanze in quanto non provocano il distacco spontaneo della zecca. Non usare accendini, cerini e calore di sigaretta perché il calore provoca salivazione della zecca con aumento di rischio di infezione. Bruciare la zecca dopo averla estratta.
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