Come proteggere le proprie idee |
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Avere idee innovative è estremamente appagante, ma spesso la semplice soddisfazione di essere originali non basta, si sente anche la necessità di trarre un meritato beneficio dalla propria inventiva. Se l’idea che si è avuto risulta applicabile a processi produttivi per renderli più vantaggiosi, o si inventa un nuovo materiale per applicazioni particolari, si diventa improvvisamente “interessanti” ed arrivano tanti “amici” che vorrebbero capire come funziona la tua idea. Alcuni lo fanno disinteressatamente, giusto per informazione personale, altri sono più interessati a carpire la tua idea per applicarla alle loro procedure obsolete. Questi ultimi sono, ovviamente, quegli amici che vengono a trovarti nel momento del bisogno, peccato che il “bisogno” sia … il loro! E allora? Come tutelarsi da tutti questi falchi predatori? Non è facile, la legge italiana mette a disposizione alcuni strumenti, più o meno efficaci, “il brevetto”, per esempio, ma da solo non basta, occorre mettere in atto alcune astuzie per tutelarci ulteriormente. Come ben saprete, la legislazione italiana è contorta e contraddittoria, ma a volte proprio queste elucubrazioni consentono di mettere in opera qualche sotterfugio che può tornarci utile per certificare l’originalità della nostra invenzione. Proviamo ad analizzare una situazione tipica in cui si ha un’idea che si ritiene valida, che si vorrebbe sfruttare commercialmente e che si intende brevettare. Prima di tutto dobbiamo capire bene se la nostra idea è un’invenzione o un accessorio, per esempio, se invento un nuovo materiale sarà un’invenzione, se invento un cacciavite con una forma particolare sarà un accessorio. La differenza sembra netta, ma in alcuni casi la materia può essere discutibile e allora si rende necessario depositare contemporaneamente due domande, una per invenzione e una per accessorio. Nel caso in cui l’ufficio brevetti non ritenga valida l’invenzione, potrebbe accettare la vostra idea come accessorio. Per queste distinzioni vi rimando alle istruzioni distribuite dall’U.P.I.C.A l’ufficio brevetti presente in ogni camera di commercio, dove potrete recuperare anche tutta la modulistica necessaria per il deposito del brevetto. A questi link potrete prendere visione delle rispettive istruzioni per: Sono copie integrali della documentazione distribuita alla camera di commercio, le indicazioni relative alle varie tasse sono in Lire, sembra siano rimaste, incredibilmente, le stesse, basta fare la conversione in Euro. Ipotizziamo che io abbia ideato un nuovo materiale, che mi permette di costruire lastre trasparenti come il vetro ma che sono leggerissime e resistenti come l’acciaio. A questo traguardo possiamo arrivare sostanzialmente per due strade distinte, la prima è il frutto di una più o meno lunga ricerca messa in atto per ottenere questo materiale, la seconda è un caso fortuito, stavo cercando di realizzare un determinato materiale e mi accorgo che un residuo della lavorazione o un errore involontario commesso durante il normale procedimento, mi porta ad ottenere questo nuovo prodotto. Nel primo caso so già in anticipo che la mia ricerca sarà votata fin dall’inizio alla tutela della mia idea ed avrò anche tutto il tempo necessario per pianificare le risorse necessarie per proteggere la mia idea. Nel secondo caso, mi troverò sicuramente spiazzato e cercherò di guardarmi intorno, nel caso sia circondato di collaboratori, per vedere se qualcuno ha notato qualcosa e sta pensando, come me, di lucrarci sopra. Mettiamo subito in chiaro che le idee, le scoperte e le invenzioni sono “personali”, anche se siete dipendenti di un’azienda e state svolgendo un’attività retribuita da quest’ultima, a meno che l’attività che state svolgendo non sia preposta al raggiungimento di quella determinata scoperta o invenzione, ed anche in questi casi la vostra opera è determinante e deve essere riconosciuta in modo speciale. Ma, torniamo alla nostra “scoperta” … la prima cosa da fare è “chiudere la bocca”, specialmente se ci sono altre persone intorno. Fate finta di nulla e se qualcuno nota qualcosa, minimizzate e distraeteli verso altre questioni. Poi, con calma e riservatezza, meditate sulle idee che avete avuto, recuperate eventuali campioni, anche se insignificanti e verificate con cura tutto quanto avete acquisito. Verificate se la vostra scoperta è ripetibile e se è possibile ottenere una procedura affidabile per ottenere il vostro materiale speciale, dopo di che, fate una ricerca di mercato per capire se la vostra idea non sia già stata sviluppata da altri. E’ possibilissimo che qualcun altro sia arrivato prima di voi, e anche se fosse così non scoraggiatevi al primo ostacolo, è probabile che lui ci sia arrivato per una strada più contorta ed il suo processo produttivo sia più complesso e costoso del vostro, in questo caso potreste avere una buona carta da giocare. Ipotizziamo che il vostro materiale sia unico e che intendiate sfruttare commercialmente l’idea, la prima cosa da fare è il proteggere la propria invenzione. La strada più logica è quella di depositare il prima possibile una richiesta di brevetto. Ma anche depositando un brevetto si ha il rischio che venga copiato e depositato presso un’altra camera di commercio, quasi identico al vostro ma che risulti depositato qualche giorno prima. Il mondo è pieno di birbaccioni, e allora? Come dimostrare inequivocabilmente che voi avete avuto l’idea prima degli altri? C’è un sistema molto semplice ed economico, mettete una descrizione dettagliata della vostra invenzione in una busta e speditevi una bella letterina che conserverete gelosamente e non aprirete se non davanti al giudice, in questo modo avrete un documento ufficiale che certifica una data esatta in cui avete avuto l’idea. A questo punto penserete di essere tranquilli e di procedere al deposito della vostra domanda di brevetto, ma … sorgono altri dubbi … come faccio? A chi mi devo rivolgere? E … se facessi da solo? Dubbi amletici! Un consiglio spassionato è quello di rivolgersi ad un’agenzia specializzata, sulle pagine gialle ne potrete trovare parecchie. Non fatevi abbagliare dalle più blasonate, io sono rimasto “fregato” proprio da una di queste, mi hanno depositato un brevetto come “invenzione” quando era palesemente un “accessorio”, e tutto per mungermi altri soldi quando sarebbe arrivato il rifiuto dall’ufficio brevetti. E’ lo scotto dell’inesperienza! Da allora ho sempre depositato i miei brevetti da solo. Cercate di interpellare parecchie agenzie, i prezzi sono estremamente variabili e non sempre il detto “chi più spende meno spende” è valido. Ci sono valenti professionisti che possono darvi una consulenza qualificata e farvi spendere poco per il solo fatto di non avere una struttura mastodontica alle spalle da mantenere. Se, come penso, resterete impressionati dai numeri che vi scaricheranno addosso ed avete un po’ di spirito di avventura, potete tentare la strada del “fai da te”. A questi link potrete consultare:
Al di la dei contenuti, insieme alle istruzioni della camera di commercio (che potete visionare più sopra) potete trarne spunto per capire come deve essere redatta la domanda. Non abbiate fretta di ricevere il brevetto, normalmente arriva dopo 3 o 4 anni, la vostra idea è comunque considerata protetta dal momento in cui depositate la domanda. Una volta depositato il brevetto comincia l’avventura! Non crediate che poi vengano tutti a cercarvi per comprare la vostra idea! Dovrete darvi da fare, e anche parecchio, per bussare a tutte le possibili porte che potrebbero avere qualche attinenza con la vostra idea. E’ un’esperienza da fare, utile per capire tanti aspetti impensati, vi troverete probabilmente a discutere con persone che hanno costruito imperi economici ma che non capiscono principi elementari della fisica, incontrerete “squali” che vorranno scipparvi l’idea, cercando di comprare il vostro brevetto per una cappellata di noci. A questo punto, il mondo è nelle vostre mani, sarete voi a decidere se svendervi o vendervi a prezzo d’oro, la scelta è la vostra. Un’altra eventualità, più che legittima, potrebbe essere quella di voler sondare il terreno prima di impegnarsi economicamente in un brevetto. Vale sempre il concetto della letterina spedita a se stessi, poi, potete sempre adottare il sistema dell’accordo di segretezza, a questo link potete scaricare un facsimile di tale accordo, da compilare e da far firmare al vostro interlocutore. In bocca al lupo e … se avete qualche dubbio, fatevi sentire sul forum! |
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